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PROGETTO ICARE

L’ASP DI RAGUSA PRESENTE AL COUS COUS FEST - INTERNATIONAL FESTIVAL OF CULTURAL INTEGRATION

SAN VITO LO CAPO

10 – 28 SETTEMBRE 2020

 

Ragusa, 7 settembre 2020 – L’Azienda Sanitaria di Ragusa sarà presente alla 23ª edizione del festival internazionale dell’integrazione culturale che si svolgerà, dal 18 al 27 settembre, a San Vito Lo Capo (Trapani). 
Un appuntamento a  cui non poteva mancare visto il ruolo di partner svolto dall’Azienda ragusana all’interno del progetto ICARE - Integration and Community Care for Asylum and Refugees in Emergency.
Si tratta di  un progetto europeo, promosso dalla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con la Regione Lazio, Sicilia e Toscana e cofinanziato dalla  Direzione Generale Integration and Community Care for Asylum And Refugees In Emergency.

 

L’Assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha individuato l’Asp di Trapani quale capofila regionale al progetto ICARE invitando le altre Aziende della Regione a partecipare al progetto. L’Asp di Ragusa ha colto l’opportunità di partecipare al progetto nominando quale referente scientifico la dott.ssa Venera Padua. Con apposito avviso l’Azienda ha provveduto a selezionare le previste figure professionali: personale sanitario, tecnico e amministrativo per la conduzione del progetto.

Il progetto nasce con l'obiettivo di migliorare la fase di accesso ai Servizi Sanitari Territoriali per i Titolari o Richiedenti di Protezione Interazionale e Casi Speciali, assicurando una risposta ai bisogni di salute il più possibile omogena e di sistema.

Il costante flusso migratorio, degli ultimi anni, tema caldo soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria a causa del Covid-19,  ha attivato numerosi progetti, soprattutto a livello delle singole regioni, che sono stati focalizzati sulla fase emergenziale sanitaria e sociosanitaria immediatamente successiva allo sbarco, mettendo in campo le dovute azioni in emergenza e rispondendo così alle necessità del momento e dei giorni immediatamente successivi agli arrivi.
ICARE vuole invece porre l’attenzione sulle fasi successive del processo migratorio, agendo sulla situazione emergenziale rappresentata dalla seconda accoglienza, nelle diverse località di destinazione dei Titolari o Richiedenti Protezione Internazionale –RTPI.


L’obiettivo generale consiste nel realizzare, sul territorio nazionale, percorsi integrati interdipartimentali e multidisciplinari, che siano al tempo stesso specificamente dedicati e culturalmente orientati, al fine di: migliorare l’accesso alle cure per i richiedenti e titolari di protezione internazionale nei servizi sanitari territoriali, ottimizzando la fase di accoglienza, garantire risposte appropriate, efficaci e adeguate ai bisogni di salute dei singoli titolari e/o richiedenti di protezione internazionale in situazione di vulnerabilità sanitaria.
Una particolare attenzione sarà rivolta ai percorsi dedicati alle donne e ai minori accompagnati e non.

 

Migliorare la fase di accoglienza e ottimizzare l’accesso ai servizi sanitari territoriali, predisponendo interventi multidisciplinari che tengano conto delle best practice attuate nelle varie regioni.

Costituire nelle Aziende Sanitarie équipe multidisciplinari e multiprofessionali, comprensive del supporto della mediazione linguistico culturale, che eroghino servizi sui reali bisogni della singola persona che approccia i servizi.

 

Infine, implementare, in collaborazione con il Ministero della Salute, le “Linee Guida sui controlli sanitari sui percorsi di arrivo e protezione per i migranti …” e le “Linee Guida sull’assistenza, la riabilitazione e il trattamento dei disturbi mentali dei rifugiati …” attraverso percorsi informativi e formativi in tutte le Regioni partecipanti.

In generale si agisce attraverso la messa in campo di un modello omogeneo sui singoli territori regionali, contribuendo ad una più complessiva omogeneità sul territorio nazionale.